L'Abruzzo, noto anche come gli Abruzzi, è una regione amministrativa dell'Italia di 1,3 milioni di abitanti, con capoluogo L'Aquila. Confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud col Molise e ad est col mare Adriatico.
Occupa una superficie di 10.798 kmq, ed ha una popolazione di 1.309.797 abitanti (demo.istat.it 31/12/2006). È diviso in quattro province: L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.
Regione prevalentemente montuosa, è costituita per il 65,1% da montagne e per il restante 34,9% da colline.
La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. La regione presenta le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia alto 2.914 m e il massiccio della Majella di 2.791 m. I fiumi principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro, il Tronto, il Trigno, il Tordino, il Vomano e l'alto corso del Liri che si getta nel Mar Tirreno.
La regione ha più volte modificato i suoi confini. Dal medioevo divisa in due territori, Abruzzo ulteriore, in massima parte corrispondente alla (Provincia di Teramo) e Abruzzo citeriore, già unita al Molise nella regione Abruzzi e Molise, perde parte del suo territorio con l'istituzione della provincia di Rieti a cui cederà il circondario di Cittaducale nel 1927; ulteriore restrizione venne effettuata nel 1963 quando la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un'ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Infatti il Molise non può che considerarsi che un'appendice dell'Abruzzo, per storia, cultura e dialetti. L'Abruzzo come regione storico-culturale inizia dal fiume Tronto e finisce nel Fortore, fiume che dà il nome alla parte meridionale di esso, cioè la Frentania. Anche i territori che vennero aggregati alla provincia di Rieti sono a tutti gli effetti abruzzesi: abruzzese (di tipo aquilano) è il dialetto, abruzzesi sono le tradizioni, abruzzese è l'architettura delle chiese e dei palazzi, abruzzesi si sentono tuttora molti anziani abitanti. L'Abruzzo odierno ricalca approssimativamente la regione augustea regio IV in cui si incorporavano anche i territori dei Sabini da Nursia a Tibur e il Samnium pentro-caraceno di Aesernia e Campobasso-Fagifulae, ma curiosamente prende il nome dal territorio dei Praetuttii, oggi provincia di Teramo, (Abruzzo, "ad Praetuzium", presso il Pretuzio) che invece era parte della agustea regio V detta Picenum.
Il clima abruzzese è fortemente condizionato dal massiccio montuoso appenninico, che perciò divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline subappenniniche da quello delle fasce montane più elevate: le prime zone citate dunque presentano delle caratteristiche di tipo semi-mediterraneo, con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con il rilievo (basta citare Pescara, che a circa 10 m ha temperature medie sui 15,5 °C e piogge annuali di poco superiori ai 700 mm, e Chieti, che posta su un colle di 330 m, registra temperature medie superanti leggermente i 13 °C, ma precipitazioni più copiose, con valori annui di circa 900-1000 mm). Nonostante la mitezza del clima non sono rari episodi particolarmente rigidi in inverno a causa dell'esposizione di tali luoghi alle perturbazioni nevose dell'Est europeo.
Enogastronomia abruzzese
La pomposa grandeur da grande cucina medievale e cortese della gastronomia abruzzese è esemplificata dalla panarda aquilana, sontuoso banchetto con più di venti portate e della durata di diverse ore, con il divieto da parte dei commensali di rifiuto: una vera e propria prova di resistenza!
Fra i primi piatti della tradizione abruzzese i maccheroni alla chitarra occupano il posto d'onore. Questa pasta deve il nome al telaio che si utilizza per filare e tagliare l'impasto che prende la forma di tese corde da strumento musicale; si serve di solito con un ragù di carne di agnello e maiale. Leggermente diversa la preparazione dei maccaruni alla mulinara che prevedono una salsa bagnata col vino a base di maiale, manzo ed agnello o la pecurara, con un ricco condimento a base di ricotta, funghi, zucchine, melanzane e pomodori. Le fregnacce sono dei ravioloni giganti, conditi con salsa ed infornati, imbottiti di trita e salsicce. Altra pasta tipica sono i cannarozzetti, spesso conditi con ricotta e zafferano; per quel che riguarda quest'ultima spezia vale la pena ricordare come l'Abruzzo ne sia una rinomata terra di produzione, e viene quindi usato spesso e volentieri in ogni tipo di preparazione. Altri sughi della tradizione sono la salsa con pancetta, soffritto e pecorino, quella panna e peperoni, il sugo con pelati e lumache di terra, la salsa cacio e uova e la diavola abruzzese, utilizzata non solo per i primi, ma anche per i secondi, a base di aglio rosso di Sulmona, peperoncino e anche peroni dolci, gialli e rossi.
La regione è ricca di gustose materie prime e prodotti tipici di grande interesse culinario: prelibati e unici il cardo bianco, la carota del Fucino, la lenticchia nera e l'aglio rosso di Sulmona. Importante la produzione di zafferano e tartufi, in special modo quelli neri aquilano e teramano e quello bianco del vastese. Fra i salumi la ventricina è una speziata crema spalmabile a base di guanciale e spalla; il salame dell'Aquila è farcito con cedro e scorze di arance; il salsiciotto di Torano è intenso e stagionato.
Fra i dolci non perdete il parrozzo di Pescara, il cui nome è un'altra invenzione di D'Annunzio, la cicerchiata, pallline fritte con canditi e miele, i calgiunitti, ripieni di ceci, marmellata e pinoli e i prelibati confetti di Sulmona. Da provare ancora i fichi maritati con mandorle e alloro, le sise delle monache, cupolette di pan di spagna farcito, il bocconotto, a base di pasta frolla, e il fiadone, ripieno di formaggio, ricotta e uova.
Innaffiate il tutto con i rinomati Montepulciano d'Abruzzo (occhio al recente DOCG Colline Teramane) o col Trebbiano d'Abruzzo, se mangiate pesce. La Centerbe, amaro di origine medievale distillato dai monaci dell'Abbazia di San Clemente a Casauria, dall'alto dei suoi 70 gradi, è famosa in tutta Italia.
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