Il Lazio è una regione amministrativa dell'Italia centrale di oltre 5,5 milioni di abitanti (ultime stime ISTAT), con capoluogo Roma. Confina a nord-ovest con la Toscana, a nord con l'Umbria, a nord-est con le Marche, a est con l'Abruzzo ed il Molise, a sud-est con la Campania, a sud-ovest con il Mar Tirreno ed al suo interno con la Città del Vaticano.
Nel medio Lazio meridionale, partendo dai Colli Albani, troviamo tutta una serie di altri gruppi montuosi, che corre parallela agli Appennini, da cui sono separati dalla valle della Ciociaria dove scorrono il Sacco ed il Liri, e che finisce la sua corsa nel Tirreno in prossimità del confine con la Campania; si tratta dei Monti Lepini, dei Monti Ausoni e dei Monti Aurunci.
Anche i Colli Albani, alture di modeste dimensioni, sono di origine vulcanica, e anche qui i laghi di origine vulcanica sono numerosi: i laghi di Albano e di Nemi, il bacino lacustre ormai prosciugato di Ariccia ed i laghetti fossili di Giuturna (nel Foro romano, presso il Tempio di Vesta), Valle Marciana (Grottaferrata) e, verso Nord, di Pantano Secco (Monte Compatri), Prata Porci (Tuscolo) e Castiglione (o lago di Gabii).
La zona di Roma è occupata dall'Agro Romano che continua verso meridione, sempre seguendo la linea costiera, nell'Agro Pontino, che fino alla bonifica operata dal 1930 al 1940, era ricoperto da paludi Cala fonte a Ponza e Palmarola sullo sfondoLa costa laziale è molto regolare, bassa e sabbiosa; nonostante questo sono presenti delle "sporgenze", come il Capo Linaro a sud di Civitavecchia, la foce del Tevere tra i comuni di Roma e Fiumicino; a sud del fiume troviamo in successione il promontorio di Anzio e Nettuno, il Monte Circeo che si erge isolato tra mare e terra, ed il promontorio di Gaeta, in prossimità del confine con la Campania.
Proprio davanti a Gaeta si trova l'Arcipelago Pontino, composto da sei piccole isole, tutte di origine vulcanica.
Il Tevere è il maggiore fiume della regione; vi arriva dall'Umbria, prima con un andamento verso sud-est, ma che poi piega, verso sud-ovest, per attraversare tutto l'agro romano fino al mare. I principali tributari del Tevere sono il Paglia ed il Treia, dalla parte destra, ed il Nera e l'Aniene dalla parte sinistra.
Più a sud, con un andamento che ricorda quello del Tevere troviamo il Sacco e il Liri, mentre nella parte settentrionale della regione si trovano altri fiumi minori come la Fiora, la Marta e l'Arrone, che scendono direttamente al mare con un corso relativamente breve.Oltre a Roma, sono molti i siti archeologici visitabili nel Lazio.
Da quelli romani della vicina Ostia Antica, alla Villa Adriana a Tivoli, al Tempio di Giove Anxur a Terracina, o a quelli del Forum Appii vicino a Sezze, di Lavinium a Pomezia, a quelli etruschi della Necropoli della Banditaccia vicino Cerveteri, di Vulci, la Necropoli di Tuscania o quella del Colle dei Monterozzi a Tarquinia.
Siti importanti sono quelli delle città fortificate preromane: l'acropoli di Alatri, molto ben conservata, quella di Ferentino con il mercato romano, e inoltre Atina e Arpino; universalmente conosciute le antiche abbazie di Montecassino, Subiaco e Casamari, Trisulti, Fossanova. Grande flusso turistico richiamano inoltre le fonti termali di Fiuggi e Viterbo e le località marittime di Sperlonga, Sabaudia e Terracina.
Sono degni di nota i famosi Castelli Romani, gruppo di paesi al sud di Roma, che vengono spesso citati per la storia ed i prodotti gastronomici prodotti in essi.
Agricoltura e agroalimentari Lazio
Fra le minestre sono gustose la zuppa di scarola e fagioli, la stracciatella romana, a base di uova, semolino e cacio, la zuppa fresca di fave col guanciale e i fagioli con le cotiche. In Tuscia è diffusa l'acquacotta, qui reinterpretata a volte col baccalà.
Lungo il litorale è, ovviamente, possibile provare tutte le specialità di mare tipiche del mediterraneo.
Ghiotti e gustosi i secondi. Rinomato e celeberrimo è il saltimbocca alla romana, a base di vitello, prosciutto e salvia. Altra celebre specialità è la coda alla vaccinara: tutti conoscono la ricetta della coda di bue in umido; affianco a questa celebre preparazione, ne esiste un'altra altrettanto tipica ma meno celebre fuori dai confini regionali, alla quale ci si riferisce nel Lazio con lo stesso termine, che prevede di condire la coda con una salsa a base di pinoli, cannella e cioccolato fondente.
Roma e il Lazio è la terra dell'abbacchio. Si tratta dell'agnello lattante (dal latino ad baculum, cioè "legato al palo", in quanto così si legavano gli animali affinché non si perdessero) cucinato nelle più diverse maniere: l'abbacchio arrosto, con aromi vari, le costolette d'abbacchio a scottadito, la coratella d'abbacchio con i carciofi, l'abbacchio alla romana, con aromi, aceto e rognoni, l'abbacchio brodettato, con farina, vino e cipolle, l'abbacchio alla cacciatora, lardellato e con acciughe. In Ciociaria provate il garofalato, a base di castrato e chiodi di garofano e il coniglio alla ciociara.
Particolarmente apprezzato il pollo alla romana, anche con i peperoni, e il pollo alla cesaretto, in umido.
Fra le preparazioni a base di carne suina segnaliamo le spuntature di maiale e la celeberrima porchetta. Anche se ne rivendicano la paternità pure abruzzesi, marchigiani ed umbri, ad Ariccia sono sicuri di vantare la porchetta originale!Apprezzata è la trippa alla romana, col sugo, brodo e mentuccia.
Deliziose specialità di stoccafisso sono i filetti di baccalà, una specialità ebraica e il baccalà in umido alla romana. Molto amate le seppie, preparate in vari modi, soprattutto in umido o con i piselli. Pregiatissimo il luccio del lago di Bolsena, preparato con pomodoro e capperi.
La cucina del Lazio prevede un'ampia scelta di contorni, fritture e ghiottonerie da stuzzicare. Molto amate sono le bruschette, i crostini con le acciughe, le panzanelle e i supplì di riso, reinterpretazione locale dei famosi arancini siciliani; deliziose sono le fritture di fiori di zucca, con cuore d'acciuga, le fritture di zucchini, di carciofi, di baccalà, di animelle, fegato e cervello d'abbacchio. Assolutamente da provare sono gli spiedini di provatura, sorta di caciottine, ricoperte di burro fuso e acciughe, le insalate di puntarelle, l'insalata di misticanze, con lattughe varie, mele, pinoli e noci, l'insalata di nervetti di vitello, la cicoria ripassata e i carciofi alla giudia, altra specialità del ghetto ebraico.
Fra i dolci, i maritozzi, soffici bignè imbottiti di panna, sono con tutta probabilità una ricetta già nota anche agli antichi Romani.
Il Lazio vanta 25 denominazioni DOC. Sono coltivati Trebbiano, Malvasia del Lazio e di Candia, Grechetto, Bombino, Sangiovese, Cesanese, Ciliegiolo, Montepulciano e Cacchione. Pregiate denominazioni sono i Castelli Romani, famosissimi, il Cesanese del Piglio e quello di Olevano, i Colli Albani, i Colli Sabini, il Frascati (la città è molto famosa per le sue cantine) anche in versione spumante e l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.
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